Isolati dal movimento perpetuo in cui il tutto si confonde, abitiamo una stella spenta, un mondo opaco. Irrimediabilmente diviso dallo spazio che lo sostiene, il nostro pianeta, pesante e lento, sembra illusoriamente separato dal dinamico splendore dell'universo. La ragione ha mutato il nostro desiderio d'infinito e i nostri interrogativi inebrianti in un bisogno di regole immutabili e solide radici.

Estranei alla profondità del cielo, consumati dall'abitudine, ignoriamo il mistero della vita. Il sole rappresenta, scientificamente, soltanto una fonte di calore. Il corpo, unica sorgente di risposte, è subordinato alla speculazione mentale. I cinque sensi, inariditi, rispondono a stimoli replicati. Opporre a questo sistema un'altra sensibilità è il dominio che la religione stessa ha abbandonato. Nel continuo superamento estetico dell'arte sembra invece celarsi, implicitamente, una soluzione.

Galassie e buchi neri, incommensurabili respiri della materia, vorticose perturbazioni dell'energia si aprono alla nostra percezione nello sforzo immaginativo della nostra anima. Riacquistare confidenza nei confronti delle domande fondamentali rappresenta l'urgenza dell'esperienza artistica. Prova dello spirito, l'arte riesce a trascinarci, esausti e sperduti, al termine della concatenzazione dei rapporti di causa ed effetto.

Mariana Paparà ha fissato questa commozione in un istante di contemplazione sensuale. I movimenti paralleli di un progresso scandito da ritmi precisi sembrerebbero catene montuose. Il loro incedere si arenerebbe su un fascio invalicabile di tenebre. Se anche vi fosse una breccia per insinuare soltanto un germe della sequenza iniziale, quest'ultimo sarebbe ineluttabilmente inghiottito da una fonte di luce bianca. 

                                                                                                                                                                         Ivan Fassio

"Materie Inquiete", tecnica mista su legno; pergamena, garza, ferro, cellulosa ,acrilico. cm 175 x 47 x 47

Analogia con l’anima dell’uomo è composta, pur nella sua unità, di tre facoltà distinte: la memoria (consente all’anima di riconoscersi sempre la stessa nel tempo e di stabilire la propria identità), l’intelligenza (consente all’anima di avere notizie di sé) e la volontà (produce nell’anima l’amore di se stessa). Alla triplice facoltà dell’anima corrisponde la Trinità delle persone, Padre, Figlio e Spirito Santo. L'uomo è uno e, nello stesso tempo, trino, in quanto esiste ; conosce , ama.