Il Segno e l'Immagine

Mostra collettiva a cura di Mariana Paparà

Artisti in mostra:


Alga Zaharescu
Mariana Paparà
Corina Patraucean
Giorgio Ostili
Ileana Mihaescu
Luciano Caggianello
Sergio Veglio
Carmen Aretta Bazdara
Florin Mihai
Claudia Blasi

 

Parlare di un paradigma estetico per la comprensione del fenomeno artistico significa riconoscere il duplice ruolo della dimensione simbolica così come essa agisce nell'arte. Da un lato, la genesi dell'arte è essa stessa una genesi dialogica, in cui le differenze concorrono, dialogando, alla formazione di una specifica identità di senso: manifestazione di una coesistenza di parti diverse, alla cui base vi è un sentimento, il desiderio artistico di interpretare il reale nelle sue più intime dimensioni qualitative. La costruzione artistica oggettiva il dialogo come senso dinamico e produttivo della spiritualità della persona, rendendo necessario l'accordo fra le differenze.

 

L'arte inaugura una prospettiva simbolica e veritativa che si offre allo sguardo come possibilità di accedere al senso delle cose senza essere asserviti al discorsivo o a qualunque ambito dogmatico e monologico: piano culturale e spirituale che offre una potenzialità di comprensione immediata non ridotta, né riducibile, all'analisi. Piano di analogia in cui una comune produttività è esempio di una spiritualità che può essere comunicata e, appunto, messa in comune. Senza dubbio per comprendere le innumerevoli valenze di senso dell'opera, i suoi orizzonti, è necessario ricorrere a dimensioni storiche e riflessive: ed è ovvio che le valenze simboliche non escludono affatto un processo di ricostruzione analitico-descrittiva del senso. D'altra parte, bisogna affermare che esse manifestano una archeologia del senso, il cui afferramento è la base più solida per tale ricostruzione: empatia simbolica, appunto, cui può seguire il momento dell'identificazione e, su di esso, della coesistenza.

 

Mariana Paparà