Esperienze di Iconografia Bizantina

Mostra personale di Mariana Paparà curata da Silvana Nota

 

Dalla luce calda dei fogli d’oro, adagiati su legni di tiglio preparati con la reverenza e il fare degli antichi maestri, l’eredità dell’iconografia bizantina tramandata nei secoli dai monaci cristiani, affiora sulle tavole di Mariana Paparà, artista di raffinata cultura che in questa mistica e antica espressione trova ragioni profonde di esperienze interiori e storiche.

Nata in Romania dove si è laureata in pittura ottenendo successivamente il riconoscimento di artista professionista attraverso un lungo e rigoroso iter richiesto dal suo Paese, Mariana porta avanti, fin dall’inizio della sua carriera, la pratica dell’icona di cui è esperta.

Un percorso parallelo alla sua ricerca sperimentale condotto con il desiderio di calarsi in un momento storico, e rigenerarsi in uno spirito contemplativo senza tempo e universalmente attuale nel suo messaggio. La mostra, non a caso presentata come terzo appuntamento con il ciclo espositivo intitolato “Finestre sul mondo”, offre al visitatore l’opportunità di scoprire un patrimonio di

conoscenze e spiritualità, di arte e di sapienza mai dimenticate.

Mariana Paparà ne propone una visione con severa aderenza ai canoni, ma al contempo ne interpreta le composizioni e le figure. La materia incontra così il cielo nelle sue raffigurazioni di Gesù e di sua Madre, dei Santi e dei protagonisti del Cristianesimo. Il gesto, lo sviluppo architettonico delle raffigurazioni, così come

l’uso dei colori, la tempera all’uovo, i pigmenti e poi le tavole (al cui interno trovano posto le “code di rondine” un inserto più rigido per evitare deformazioni nel legno), le colle, le garze e le lavorazioni con la cera d’api, ne evidenziano la continuità, mentre la scelta dei soggetti trova libertà e afflato personale. Nella sua opera scorrono la gestualità di San Giovanni e di San Giorgio da lei amati particolarmente, e poi le scene di vita con attenzione alla miniatura.

Un viaggio nei luoghi dell’anima, attraverso la via della bellezza e del segno artistico inteso come percezione interiore.

 

Silvana Nota

 

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