Mostra Tripersonale - Verità S-velate

A cura di Silvana Nota

 

Espongono:

 

Constantin Stan Neascu
Carla Bidone
Mariana Paparà

 

Venerdì 17 dicembre 2010 alle 18.00, presso la Galleria Aripa, in via Bertola 27/I a Torino, verrà presenta la mostra Verità s-velate.

Curata da Silvana Nota, la mostra, che vede dialogare su una tematica comune Cabì (alias Carla Bidone), Constantin Stan Neacsu e Mariana Paparà, coincide con nuovo corso di riprogettazione artistica a carattere internazionale varato dalla Galleria in concomitanza con l’apertura della sede che da quest’anno è ubicata nel cuore storico della città.

L’obiettivo della Galleria, fondata e diretta da Mariana Paparà, è infatti quello di proporre artisti di alto profilo qualitativo nel cui lavoro siano espressi valori di ricerca teorico-formale innovativi, pervasi da significati profondi dove l’arte si riveli strumento esperienziale, filosofico e interculturale.

La mostra Verità s-velate esprime nei suoi contenuti generali il senso della ricerca e del dialogo che si intende sviluppare, indirizzando l’attenzione sui linguaggi interdisciplinari in sintonia con il progetto.

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Carla Bidone

CARLA BIDONE , in arte CABI’ è nata a Torino, dove ha studiato presso il liceo artistico laureandosi successivamente in scultura all’Accademia Albertina di Belle Arti.
Attualmente docente presso il liceo artistico Cottini, nel corso della sua ventennale esperienza didattica ha collaborato con l’Università di Torino nell’ambito dei corsi di Specializzazione della Scuola Interateneo e per l’organizzazione e gestione dei corsi per insegnanti. Inoltre ha svolto attività di docenza sulle tematiche di progettazione metodologico-didattica e della gestione laboratoriale.
Attivamente presente con mostre personali e in eventi culturali, porta avanti il suo lavoro di artista unendo la ricerca teorico-filosofica alla sperimentazione dei materiali individuati come elementi correlati non solo alla forma ma più intimamente al contenuto. 
Nel suo lavoro di scultrice, l’interdisciplinarietà dei linguaggi rientra come elemento fondante che coniuga e mette in dialogo tecniche e materiali tra loro anche molto lontani come pittura, scultura, scrittura, computer grafica e incisione sperimentale, manipolazione di materiali quali la terracotta, il legno, la pietra, il marmo e il gesso.
Da anni sperimenta le possibilità del “Libro d’artista” in parallelo alla “Poesia visuale”. In particolare, con il progetto “New Eikon” sul senso della spiritualità per il mondo contemporaneo è approdata alla collaborazione con la Rivista d’Arte e Poesia Visiva internazionale “Offerta Speciale” .
La sua indagine esplora il processo evolutivo degli esseri viventi, uniti nella cosmo da una corrente che solo a tratti emerge e si manifesta in forma visibile nel mondo fisico. La plasticità è uno degli elementi del suo linguaggio di ricerca, recentemente indirizzata alla forma della spirale e alla tensione dell’umanità verso sfere più alte e spirituali.
Vive e lavora a Torino.

Constantin Stan Neacsu


COSTANTIN STAIN NEACSU è nato a Bran (Brasov) in Romania.
Dopo gli studi presso il liceo artistico di Targu Mures, si è laureato in pittura all’Accademia d’Arte “Ion Andrescu”. Successivamente, attraverso un rigoroso iter richiesto dal suo Paese, ha ottiene il riconoscimento di Artista Professionista, divenendo membro UAP – Unione Artistici Professionisti della Romania. 
Giovanissimo, si avvia alla carriera artistica portando avanti un’ intensa attività espositiva che lo ha visto presentarsi sia in mostre personali che in eventi artistici di rilevanza nazionale e internazionale. 
Ha inoltre partecipato come artista ospite, e come organizzatore, a numerosi simposi tra i quali, nel ’90, per conto del museo Balcesco.
La sua ricerca muove dalla consapevolezza di un’armonia presente nel cosmo e in ogni suo aspetto. Anche nel caos emerge un ordine, una spinta in grado di permettere all’umanità di superare i conflitti e iniziare la sua ascesa verso una consepevolezza più alta.
Il suo lavoro si esprime in grandi opere pittoriche e grafiche, nelle quali la struttura materica e astratta si affiancano e si sdoppiano in un dialogo denso di rimandi e comunicazioni. 
Nella più recente ricerca, sperimenta le possibilità del fieno come elemento naturale in grado di esprimere significati profondi, che inserisce negli impasti cromatici di una tavolozza forte e luminosa, stratificatamente lavorata per contenere letture che invitano ad andare oltre la forma.
Accanto alla produzione pittorica si dedica alle opere su carta, dove il segnico-cromatico diviene gesto e scrittura compositiva, la cui forza sta in una comunicazione energetica in continua mutazione e ritmo. 
Vive e lavora in Italia.

Mariana Paparà

MARIANA PAPARĂ è nata a Bràila, in Romania.

Laureatasi in pittura presso l’Accademia d’Arte “Ion Andrescu”, ha successivamente conseguito il riconoscimento di artista professionista attraverso un ulteriore percorso formativo triennale, richiesto dal suo Paese per l’accesso all’albo dell’Unione Artisti Professionisti della Romania. In parallelo, si è dedicata allo studio di varie tecniche specialistiche antiche e contemporanee, come l’iconografia bizantina, la tempera all’uovo, la tessitura e la pittura su vetro.

E’stata docente di discipline artistiche presso il liceo artistico della sua città, avviando al contempo una vasta attività espositiva internazionale.

Trasferitasi a Torino nel 2000, ha fondato l’Associazione Artistica Internazionale ARIPA  dando vita ad eventi, scambi interculturali e progetti mirati alla lettura e alla diffusione delle più diverse espressioni dell’Arte Contemporanea.

Attualmente è direttrice artistica dell’omonima Galleria-Scuola d’Arte, con la quale è impegnata in una riprogettazione artistico-culturale mirata alla valorizzazione di artisti internazionali, nelle cui ricerche il contenuto e il percorso filosofico rivestano un significato di autentica ricerca potetico-formale., 

Si dedica con particolare attenzione alla didattica e al mondo dell’infanzia.

La sua ricerca si esprime attraverso cicli tematici, al cui centro vi è la metamorfosi come chance evolutiva dell’individuo. Un individuo che ha la possibilità di rompere il proprio velo, superare il peso della materia per trasformarsi in un essere rinnovato nella cui luce l’esistenza trova nuove speranze.

Ogni suo lavoro, realizzato sull’esperienza monumentale, si esprime  attraverso l’utilizzo di elementi che spaziano dalla tela ai legni e chiodi antichi, ferro, colle, elementi naturali  e materiali scelti quali trasmettitori di memorie e simbologie.

Vive e lavora a Torino.

Già nel titolo segnico-concettuale, fortemente impresso di significati, affiora l’imprinting del pensiero dei tre artisti, che con linguaggi diversi ma collegati da una profonda spinta filosofica, incrociano le loro ricerche sulle possibilità di una presa di coscienza di quell’armonia cosmica in cui l’umanità si trova ad esistere spesso inconsapevolmente. Le loro opere sono frutto di un impegno rigoroso, quasi ostinato nell’inseguire la coerenza poetica in ogni aspetto del lavoro […]

Arte, dove il gesto non si esaurisce con l’atto creativo, ma diviene percorso iniziatico lungo un itinerario in cui le verità da scoprire sono appena celate dietro l’apparenza, sfuggenti a quanti non ne risultano interessati, disponibili a chiunque voglia affrontarne la conoscenza.

Un solido filo conduttore lega dunque i tre artisti, dotati di forte personalità individuale ma al contempo interessati al dialogo e alla condivisione d’intenti.