Carlo Giaccone Mostra personale

a cura di Mariana Paparà

 

Carlo Giaccone è un artista autentico che dà forma all'energia. La sua pittura è una “poesia visuale”: l'infinito dello spazio. L'emozione e l'azione si uniscono per raggiungere lo stato d'illuminazione. La linea si dispiega nello spazio, senza confine, escludendo ogni carattere di costruzione e di razionalità.

La scrittura e la lettura delle opere comportano un fatto d’interpretazione soggettiva, una necessità di trasposizione visiva attraverso i segni più astratti, che s’identifica con un tratto il cui sviluppo costituisce l’espressione. La separazione fra corpo e spirito, pensiero e materia, è evidente nell’approccio occidentale della pittura gestuale. In Oriente, l’unità dei sensi e l’armonia dell’essere presiedono alla realizzazione dell’opera.

                                                                                 Mariana Paparà

 

(...) L'orizzonte è come la carta di una pagina: un futuro da colmare, lo spazio di un'eco, un cielo da conquistare. Ciò che vediamo, tuttavia, è soltanto lo strato iniziale nella sbiadita stabilità di un quadro. Occorre percorrere il cammino per percepirne tutte le profondità (...)

Ivan Fassio

 

(...) Paesaggi essiccati o evocati, come se di un paesaggio di stile naturalistico e ottocentesco pieno di alberi frondosi e spazi e spicchi di luce, rimanesse l'orma, l'impronta slabbrata e vaga. Così i colori sembrano essersene andati e resta di loro un ricordo. E lo spazio chiaro nel quale si faceva largo la luce (...)

 

                                                                                       Franco Bugaro

 

(...) Se il nulla ha un nome deve avere anche un aspetto (...)

                                                                                                     Meilin