Rappresentazione e Differenza 

Un Paesaggio di Confine

Mostra collettiva a cura di Mariana Paparà e Ivan Fassio

Artisti in mostra:

 

Ezio Gribaudo, Giacomo Soffiantino, Sergio Agosti, Francesco Casorati, Gianni Ottaviani, Ida Sacco, Ortansa Moraru, Mariana Paparà, Carlo Giaccone, Jean Paul Charles, Alga Zaharescu, Lorena Fortuna, Stefania Groppo, Mario Goglia, Severino

Magri, Teo Martino, Viorel Rotari, Gheorghe Dican, Ioan Tudor, Cornelia Nicolaiescu Burlacu, Suzana Fàntànariu, Vasile Tolan

 

Vernissage:

Venerdì 3 Febbraio 2012 a partire dalle 19:00

Performance poetica Mystic Gallery Show di Ivan Fassio e Diego Razza

 

 

 

La Galleria Aripa di Mariana Paparà rappresenta, da anni, artisti italiani e internazionali che, avvalendosi di diversi linguaggi e strumenti, propongono lavori sperimentali sia a livello formale che contenutistico. L'assunto comune è la messa in discussione delle coordinate della rappresentazione tradizionale.

Nella varietà stessa dei risultati ottenuti sta la chiave di lettura di ogni mostra proposta dalla Galleria: indagine sulla realtà attraverso intervento sulla materia. Ogni evento si pone come punto di partenza per una ricerca stilistica e, al tempo stesso, come work in progress: contenitore di idee e soluzioni in continuo sviluppo.

Prendere coscienza della sostanza di una visione significa attraversare le stratificazioni di un paesaggio al confine tra istinto e ragione. Una prospettiva di migrazioni e di sommovimenti si aprirà alla nostra esplorazione. Perché rappresentarla?

Indicare sarà ancora indispensabile, ma le forme rimanderanno all’insondabile e incomunicabile principio della rappresentazione, l’esistenza. Come un segno inessenziale, superfluo, casuale, la pittura si rivelerà in questo modo: volontà di rappresentazione fine a se stessa e, insieme, coraggiosa espressione del fallimento.

Oggi, nella vanità dei tentativi perpetrati, cova lo scacco finale, l’inevitabile abbandono, che segnerà morte e risurrezione dell’arte. Inefficacia e ostentazione saranno i segni di una battaglia combattuta ai limiti del percepibile. La nostra testimonianza sarà accolta dove ogni segno potrà diventare lingua, dove ogni differenza somiglierà di più alla verità.

 

                                                                                              Ivan Fassio

 

Comunicato stampa
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